Rifacimento facciata in gres
il cantiere delle Torri di Verona Sud
Riqualificare un edificio esistente, un dettaglio alla volta
In cantiere con xzlab.
Nel cantiere delle Torri di Verona Sud abbiamo smontato per intero la facciata esistente dei palazzi. Quello che si vede oggi dai ponteggi è la posa della nuova pelle in gres, lastra dopo lastra, su un supporto che abbiamo imparato a conoscere metro per metro.
Il rifacimento di una facciata su un edificio esistente non è mai un'operazione standard. Il progetto definisce la logica, i materiali e le prestazioni, ma è il cantiere a mettere davanti le condizioni reali: quote che non coincidono, superfici fuori piombo, elementi che nei disegni originari non compaiono. È la parte più delicata del lavoro ed è quella che decide il risultato.
Con questo articolo apriamo un racconto che seguirà l'evoluzione dell'intervento, dal punto di vista di chi il cantiere lo vive ogni giorno.
Smontare per intero: ripartire dal supporto reale
Cosa emerge quando si toglie la pelle di un edificio
La scelta di rimuovere completamente il rivestimento esistente, invece di intervenire per sovrapposizione o con ripristini localizzati, ha una conseguenza precisa: ci consente di vedere l'edificio per quello che è davvero. Una volta tolta la facciata, struttura e tamponamenti raccontano la loro storia, compresi i piccoli assestamenti, le riprese eseguite nel tempo e le differenze tra ciò che era stato disegnato e ciò che è stato costruito.
Per noi questa fase non è soltanto una demolizione, è un rilievo del costruito in scala reale. Verifichiamo la planarità delle superfici, lo stato dei tamponamenti, la consistenza degli elementi su cui andranno fissati gli ancoraggi. Ogni informazione raccolta qui evita un problema più avanti, quando correggerlo sarebbe molto più oneroso.
La nuova facciata in gres
Perché il gres su un edificio a sviluppo verticale
Il gres su una facciata esposta lavora in condizioni impegnative: sole diretto, pioggia battente, cicli di gelo e disgelo. La sua porosità estremamente ridotta limita l'assorbimento d'acqua, il colore resta stabile nel tempo sotto l'azione dei raggi UV e la manutenzione richiesta negli anni è minima. Sugli edifici alti conta anche la reazione al fuoco: il gres è un materiale ceramico incombustibile, e per le facciate questo non è mai un aspetto secondario.
C'è poi una ragione legata al tempo lungo. Una facciata non si rifà ogni dieci anni: la scegliamo pensando a come apparirà e funzionerà tra trent'anni, non solo il giorno della consegna.
Il sistema di ancoraggio, dove si gioca la partita
La lastra è la parte visibile, ma la tenuta di una facciata in gres dipende da ciò che non si vede: la sottostruttura e il suo collegamento all'edificio. Su una nuova costruzione il supporto è noto e controllato fin dall'inizio. Su un edificio esistente, invece, ogni punto di fissaggio va verificato sul materiale reale, con attenzione alla tipologia del tamponamento, alla distanza dai bordi e alla distribuzione dei carichi.
È qui che la progettazione strutturale entra direttamente nel cantiere della facciata. Il peso del nuovo rivestimento, l'azione del vento sulle parti più alte delle torri, le dilatazioni termiche della sottostruttura sono grandezze che si calcolano in fase di progetto e si verificano durante la posa.
Ogni nodo si studia sul posto
Quando il progetto esecutivo incontra il cantiere
Una facciata non è una superficie continua. È una sequenza di nodi: l'attacco a terra, gli spigoli, i contorni delle finestre, i davanzali, i marcapiani, il raccordo con la copertura. Ognuno di questi punti deve risolvere insieme più questioni, dalla tenuta all'acqua alla continuità dell'isolamento termico dove presente, fino alla geometria delle fughe che rende leggibile l'intera composizione.
Il progetto esecutivo definisce la regola. Su un edificio esistente, però, la regola va adattata alle tolleranze reali: un serramento che sporge qualche centimetro più del previsto, un pilastro fuori piombo, un davanzale che non si allinea con quello del piano superiore. Non lasciamo nulla al caso, perché sappiamo che la qualità percepita di una facciata dipende proprio da questi punti di discontinuità, molto più che dalle superfici piene.
La direzione lavori come presenza costante
Per questo la direzione lavori su un intervento di riqualificazione non può essere un controllo a distanza. Serve una presenza costante in cantiere, un dialogo quotidiano con le maestranze che posano e la capacità di prendere decisioni tecniche nel momento in cui il problema si presenta. Ogni soluzione adottata viene discussa, disegnata quando serve, verificata e documentata, così che il risultato finale resti coerente con l'intenzione del progetto.
Progettazione integrata sull'esistente
Architettura, strutture e involucro nello stesso processo
Il rifacimento della facciata di un edificio a torre è un intervento in cui nessuna disciplina può lavorare da sola. L'immagine architettonica, il comportamento strutturale degli ancoraggi, le prestazioni dell'involucro edilizio e la sicurezza del cantiere in quota si influenzano a vicenda. Una scelta estetica sul formato delle lastre modifica la sottostruttura, una verifica strutturale può orientare il disegno delle fughe.
In xzlab. affrontiamo questi interventi con un approccio di progettazione integrata: architetti, ingegneri strutturali e geometri lavorano sullo stesso progetto fin dalle prime fasi, e le stesse persone che hanno pensato la facciata la seguono poi in cantiere. È questa continuità tra progetto e costruzione a rendere governabile la complessità di un edificio esistente.
C'è infine una dimensione urbana. Verona Sud è un quadrante della città in trasformazione, e la riqualificazione edilizia di ciò che esiste, invece della sua sostituzione, significa restituire qualità a un tessuto già costruito contenendo consumo di suolo e di materiali.
Cosa ci insegna un cantiere sull'esistente
Il supporto reale viene prima del disegno
Nessun rilievo preliminare sostituisce ciò che si scopre smontando. Il progetto deve essere abbastanza solido da mantenere la sua logica e abbastanza flessibile da assorbire le sorprese.
Il dettaglio decide il risultato
Le superfici piene si posano con un ritmo regolare. Il tempo, l'attenzione e la competenza si concentrano sui nodi, ed è lì che una facciata dimostra la sua qualità.
Progetto e cantiere sono un unico processo
Quando chi progetta segue anche la costruzione, le decisioni prese in quota restano fedeli all'idea di partenza.
Un dettaglio alla volta
Una facciata si costruisce così, un dettaglio alla volta. Nei prossimi mesi continueremo a documentare l'evoluzione del cantiere delle Torri di Verona Sud, raccontando le scelte tecniche man mano che prendono forma e il modo in cui l'edificio cambia volto.
Progettare in modo efficace sull'esistente è un processo continuo, fatto di ascolto del costruito prima ancora che di disegno.